Aristotele, disposizioni su demografia, controllo delle nascite e aborto Indicazioni precise sui tempi e le modalià di concepimento come servizio alla città. Aborto per eccessi e soppressione per handicap.

Controllo demografico nella storia – Siccome molti pensano che il controllo demografico sia una sorta di fantasia, vi propongo un estratto dal testo “Politica” di Aristotele, libro VII, sulla procreazione, in cui parla anche del controllo demografico. Vedete che il controllo demografico è stato trattato fin dall’antichità e non pensiate che oggi sia passato di moda. Un tempo erano solo più espliciti.

Aristotele, demografia e abortoAristotele (noto filosofo vissuto tra il 384 a.C. e 322 a.C) – discepolo di Platone e precettore di Alessandro Magno – indica con precisione quali devono essere i tempi e la condizione fisiologica dei genitori per la procreazione. Per costringere le donne incinte a camminare, Aristotele consiglia di prescrivere per legge un’uscita devozionale per onorare le dee della procreazione. Aristotele non aveva una grande opinione delle donne, lo approfondiremo poi. Inoltre, prescrive l’aborto come strumento di controllo demografico in caso di nascite eccessive. In un altro passo, che citerò in un altro post, formula anche una teoria sul numero massimo ideale di cittadini. Prosegue affermando che i figli minorati non dovrebbero essere allevati, richiama quindi lo stile spartano di soppressione dei nuovi nati con difetti fisici. Non dobbiamo quindi pensare che le idee naziste, tipo Aktion T4, sono una novità dell’era moderna:

[..] si deve parlare con più attenzione trattando del modo di allevare i bambini; ma qui potrebbe bastare un cenno sommario. La condizione degli atleti come non è adatta all’applicazione ad una buona attività politica così non si addice al mantenimento della propria salute e alla procreazione; e neppure la condizione delle persone bisognose di cure e troppo incapaci di sopportare fatiche. La condizione migliore è quella intermedia tra queste due. Bisogna dunque essere esercitati, ma con fatiche non violente e non limitate a un fine solo, come nel caso degli atleti, ma orientate alle attività degli uomini liberi.

E ciò che vale per gli uomini vale anche per le donne, le quali anche quando sono incinte, devono preoccuparsi del corpo evitando di stare in ozio o di nutrirsi con cibi leggeri. Il legislatore otterrà facilmente queste cose prescrivendo alle donne una uscita giornaliera per rendere onore alle dee che presiedono le nascite. La mente, al contrario, deve essere mantenuta calma, perché il bambino prende dalla madre, come la pianta dalla terra.

In materia di esposizione e di allevamento dei figli vi dovrebbe essere una legge che proibisca di allevare i figli minorati, ma sono le usanze bene ordinate che vietano l’esposizione dei figli dovuta al loro numero eccessivo. Le nascite dovrebbero infatti essere limitate; ma se i coniugi concepiscono oltre il limite, bisogna fare un aborto prima che il feto abbia sensibilità e vita, perché l’ammissibilità di quest’atto dipende appunto dalle condizioni di sensibilità e di vita del feto.
Aristotele

Cosa ti fa pensare il post?

Commenta per primo!

Avvisi per
avatar