Due figli non camminano più. L’appello del padre: c’è una cura I genitori sognano di porterli curare in Messico con le cellule staminali.

Compiranno 5 anni il prossimo dicembre, i due bambini, gemelli, affetti entrambi da tetraperesi spastica dalla nascita che, secondo le diagnosi mediche, non potranno mai più camminare.

Riceviamo l’appello del padre, il Sig. Francesco Abate, residente a Ventimiglia, e volentieri ne parliamo. I genitori sperano di poter migliorare la salute dei due bimbi, e che possano finalmente camminare, mediante un intervento con cellule staminali da effettuare in Messico, presso l’ospedale universitario “Nuevo Leon” 1)Ventimiglia: due bambini hanno bisogno di andare in Messico per poter un giorno camminare, l’appello del padre, specializzato in patologie legate alla paralisi cerebrale e autismo. Questa speranza sarebbe nata dalla conoscenza di un altro padre di una bambina affetta dalla stessa patologia che, dopo le cure con le staminali, sarebbe tornata a camminare 2)Un viaggio della speranza in Messico per vedere i propri figli camminare: “Servono le cellule staminali”

I genitori dei due bimbi, però, sono entrambi disoccupati 3)Ventimiglia | Gemellini affetti da tetraparesi spastica. Parte raccolta fondi per le cure e hanno altri due figli, pertanto stanno cercando attenzione pubblica e fondi per assistere e curare adeguatamente i gemellini.


INSERTO PROMOZIONALE


gemellini-ventimiglia-tetraparesi

I due bambini di Ventimiglia, affetti da tetraparesi spastica.

Le difficoltà che deve affrontare questa famiglia sono tante: i bambini hanno bisogno di assistenza 24 ore al giorno, poi c’è l’affitto da pagare, le bollette e perfino alcuni farmaci, visto che non tutti quelli che devono assumere i bambini sono rimborsati dal servizio sanitario nazionale. E poi ci sono le spese di viaggio per le trasferte mediche. Insomma, le spese sono tante e sperare di pote andare in Messico per l’intervento sembra un sogno irraggiungibile.

L’unica speranza, ci dice Francesco Abate:  “E’ portare i bambini in Messico. Qui in Italia non ci sono possibilità. Se solo potessimo portare il nostro caso in televisione, a Pomeriggio 5 da Barbara D’urso, forse riusciremmo a raccogliere i fondi che servono”.

 

Bibliografia e riferimenti   [ + ]

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