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Ministro interni britannico vuole le liste di lavoratori stranieri.

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di Sara Palazzotti | 5 Ottobre 2016


Amber Rudd, ministro degli interni britannico, nominata lo scorso luglio, ha proposto che le imprese rendano pubblica la percentuale di lavoratori stranieri impiegati. Dopo Brexit, continua l’avanzata controcorrente UE della GB.

PERCHE’ PUBBLICARE LE LISTE

Secondo la ministra Amber Rudd – come riferisce Rai.it ((Brexit, il governo di Londra vuole ‘liste’ di lavoratori stranieri)) – le aziende dovrebbero fornire le liste dei lavoratori per ostacolare abusi delle norme di legge e:

“Spingerle a comportarsi meglio.”

Dall’espressione supponiamo che la ministra si riferisca a condizioni non propriamente ottimali per i lavoratori.

REAZIONI DELLE IMPRESE

Chissà perché, pare che il mondo dell’imprenditoria non abbia reagito molto bene, dimostrando così una preferenza verso l’impiego di lavoratori stranieri. Pensiamo di poter definire questa discriminazione: razzismo economico“, poiché verso un’etnia, ma causato da una convenienza speculativa.

I PROGETTI DELLA MINISTRA AMBER RUDD
Amber Rudd, ministra degli interni britannica.
Amber Rudd, ministra degli interni britannica.

La Rudd denuncia che la concorrenza tra i lavoratori non avviene sul piano delle qualifiche, capacità e competenze ((Gb, bufera su ministra Interni per piano su lavoratori immigrati)) e propone:

  • inasprimento dell’obbligo di pubblicizzare per almeno 28 giorno i posti di lavoro vacanti, prima di ricerca di lavoratori tra gli immigrati;
  • le aziende devono dimostrare di aver cercato e promosso la loro ricerca di lavoratori nel mercato locale;
  • eventuale strumento estremo, una lista nera di aziende con elevato numero di lavoratori stranieri.
ACCUSE DI RAZZISMO

Come sempre si scatenano gli strenui antirazzisti, chissà perché molto interessati a favorire l’immigrazione e per niente a difendere il valore dei salari e dei diritti sul lavoro. Il ministro Rudd ha dovuto, infatti, difendersi dalle solite accuse che – ormai classicamente – partono quando qualcuno cerca di affrontare il problema economico dell’immigrazione. Questo quanto avrebbe dichiarato il ministro in difesa del suo progetto, secondo Askanews:

“Non penso che dovremmo essere in una situazione in cui non possiamo parlare di immigrazione. Non dobbiamo ignorare il fatto che la gente vuole parlare di immigrazione e se parliamo di immigrazione non chiamatemi razzista”.

CONCLUSIONI

lavoratori-immigratiC’è da domandarsi perché gli strenui antirazzisti non tengono mai conto del fatto che i lavoratori stranieri sono spesso preferiti esclusivamente per:

  • la convenienza economica;
  • per un più facile sfruttamento;
  • per piegare al ribasso le retribuzioni dei lavoratori.
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